«IL BUIO SEME DEL DOMINIO». Uso e abuso del potere nella regia, dai padri fondatori al teatro di gruppo
[di Marco De Marinis] Relazione al Convegno internazionale in onore di Eugenio Barba (90 anniversario) “Il Terzo Teatro: fra etica, performance e comunità”, 14-15 settembre 2026. La discussione sulla regia segna il passo da tempo. Le ultime riflessioni degne di nota risalgono al primo decennio del nuovo millennio, con qualche coda nella prima metà del secondo. Si parlò allora di teatro post-registico, regia debole, regia di gruppo o a rotazione, etc. Era soprattutto il ruolo forte, demiurgico del regista che veniva messo in discussione, la sua pretesa di essere l’autore unico dello spettacolo, il padrone indiscusso della messa in scena. Ricordo che fra i primi a intervenire in tal senso fu Gabriele Vacis. In una relazione tenuta al Piccolo Teatro di Milano, dunque nel tempio della regia italiana, e nientemeno che alla presenza di Giorgio Strehler, il re dei re(gisti), riuscì a proporre il “suicidio” del regista, intendendo dire che ormai aveva fatto il suo tempo il «regista-autore, quello autoritario che sa come sarà lo spettacolo finito ancor prima di iniziare». A suo parere, si trattava di prendere atto che ormai, nel processo creativo a teatro, i rapporti di forza si erano rovesciati, e fortunatamente: «Non l’attore che è uno… Continua a leggere