Focus 7 | “Transiti” di Fabrizio Crisafulli e Melissa Lohman

di Mara Nerbano

CARLO CECCHI O DELL’ANELLO MANCANTE

di Dario Tomasello

“SIRENA”. L’app per ascoltare Napoli, la sua musica e il suo teatro

di Fabio Acca

LA “SCENA MADRE” DI JAMES. L’ultima creazione di Licia Lanera è un rimedio all’oblio

di Silvia Mei

JOCELYN HERBERT E TITINA MASELLI. Due scenografe per Beckett

di Anna Maria Monteverdi

Call for Papers «Culture Teatrali» nn. 35-36/2027

ARTI PERFORMATIVE E MEDICAL HUMANITIES: CORPI, CLINICHE, PROCEDURE   Presentazione Il rapporto tra teatro e medicina è antico quanto le due discipline. Dai teatri anatomici della Padova e della Bologna rinascimentali, dove il corpo aperto diveniva spettacolo e la pedagogia si fondeva con la performance, alle dimostrazioni cliniche di Charcot...

CARLO CECCHI O DELL’ANELLO MANCANTE

[di Dario Tomasello] Se continuiamo a scrivere necrologi, è la pessima riprova che quello che c’è da celebrare nel teatro italiano è, sempre di più, alle spalle. Se non fosse che il carattere transeunte dell’arte attorale ha un carisma resistente, ben oltre la dipartita terrena di chi l’ha custodita sapientemente....

“SIRENA”. L’app per ascoltare Napoli, la sua musica e il suo teatro

[di Fabio Acca] Immaginiamo per un attimo se venisse ritrovata e potessimo ascoltare oggi una registrazione della voce recitante di Eleonora Duse. È nota, infatti, l’esistenza di un’unica registrazione effettuata in New Jersey da Thomas Edison con il fonografo, nel 1896, mentre “la divina” recita La signora delle camelie di...

Focus 7 | “Transiti” di Fabrizio Crisafulli e Melissa Lohman

[a cura di Mara Nerbano]   Nel giugno 2023, presso l’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Fabrizio Crisafulli e Melissa Lohman hanno presentato l’installazione/performance Transiti. L’evento nasceva dal proposito di realizzare un percorso che integrasse esigenze didattiche, di investigazione artistica e di valorizzazione del sito, ponendosi anche come...

Call for Papers – «Culture Teatrali» n. 35/2026

VSEVOLOD E. MEJERCHOL’D A CENTOCINQUANT’ANNI DALLA NASCITA   In vista dell’uscita dell’annale n. 35/2026, «Culture Teatrali» lancia una call finalizzata all’acquisizione di contributi per un monografico dedicato a Vsevolod E. Meyerchol’d nella ricorrenza dei 150 anni dalla nascita. Sono accolti articoli in italiano, inglese e francese. Lunghezza abstract: max. 2.000...

LA “SCENA MADRE” DI JAMES. L’ultima creazione di Licia Lanera è un rimedio all’oblio

[di Silvia Mei] James è “figlio” del covid. Ed è il figlio di quante e quanti non possono procreare o non possono più generare, ovvero di chi non può permettersi di mantenere una creatura, anche solo perché hanno paura di “mettere al mondo”, considerato l’andamento del pianeta Terra. James è...
«CULTURE TEATRALI» ON LINE è un progetto di osservazione e studio dei fenomeni attuali della scena italiana e internazionale, particolarmente interessato a pratiche e politiche che sostengano l’indipendenza e la pluralità dei linguaggi. Pensato come strumento di intervento critico e di approfondimento analitico, si propone di offrire una visione delle molteplici e variegate tendenze in atto, dando piena cittadinanza ai diversi generi, formati, linguaggi e processi artistici che compongono il panorama contemporaneo delle performing arts. «CULTURE TEATRALI» ON LINE dispone uno scenario di scritture il cui fulcro è il "Focus", monografico intorno a significativi eventi nazionali e internazionali, che riunisce oggetti critici di diversa natura. Lo affiancano le rubriche "Mondocritica", con recensioni sui fenomeni in corso; "Teatro dei libri", dedicata a riflessioni su libri, volumi e saggi di recente uscita; "Extra", raccolta miscellanea di interventi sullo spettacolo contemporaneo. Alla rivista cartacea è invece riservata una sezione del sito, "Annuario", dove è possibile sfogliare l'intera collezione. Pur entro questo amplissimo spettro di interessi, «CULTURE TEATRALI» ON LINE (lavorando in sinergia con l'omonima rivista cartacea) non vuole affatto abdicare al “teatrale”, interpretandone piuttosto il valore come intersezione unica, e più che mai vitale, di linguaggi, culture e saperi: un’arte vivente insostituibile per scuotere i territori già organizzati del sapere e rinnovare l'esperienza indispensabile dell'intensificazione e del decondizionamento nella relazione interumana.